Nasceva vent’anni fa IATO, “il fuoristrada italiano” come fu definito durante la cerimonia di presentazione tenutasi nell’estate del 1989. L’idea di creare un fuoristrada di dimensioni compatte da contrapporre al Suzuki SJ fu perseguita da parte del gruppo Metalli & Derivati. La società spezzina realizzò un impianto di 17.000 metri quadrati a Nusco (AV).
Il fuoristrada si chiamava semplicemente IATO ed era realizzato su meccanica Fiat.
Venne prodotto in pochi esemplari con carrozzeria di vetroresina; i suoi 1.600 Kg erano mossi da tre diverse motorizzazioni della Fiat Croma: due a benzina, la IATO 1600 e la IATO 2000 e uno a gasolio, la IATO 1.9 TD con velocità massima di 140 Km/h.
Ma l’avventura del “fuoristrada italiano”, iniziata sotto grandi auspici, finì presto nel dimenticatoio automobilistico italiano.